Gabriel Garko finalmente libero ma non da certe montature

Gabriel Garko finalmente libero ma non da certe montature

«Ho imparato che la mia immagine, il mio riflesso, non mi appartiene». Lo dice la modella Emily Ratajkowski e lo conferma Gabriel Garko col suo coming out evitato per anni. E per lui, come per tutti, non è ancora finita. La riflessione sul fatto che una celebrità non ha mai il totale controllo della sua immagine – perché strattonata da una parte e dall’altra in un limbo di dicotomia tra persona e personaggio – non si ferma infatti nel caso di Garko alla farsa di imbastire fino ad oggi finte relazioni con donne, ma continua anche oltre quel liberatorio vaffanculo gridato l’altroieri in diretta televisiva. Prosegue ancora: nei tempi e nei modi in cui sta avvenendo la sua “liberazione vigilata”, sempre e comunque piegata a certe dinamiche catodiche di convenienza. 

È lo spettacolo, bellezza

Già perché non serve arrivare a vendere l’anima al diavolo per lasciarsi giostrare l’esistenza dalle montature utili alla risonanza mediatica: il bipolarismo tra vita privata e vita pubblica è prigione dorata ma pragmaticamente necessaria per chi ha il privilegio di avere un volto noto. Ne è dimostrazione lo ‘spacchettamento’ stesso del coming out, tanto genuino nell’emozione delle lacrime scrocianti sul viso di Gabriel, quanto astutamente suddiviso in più trasmissioni televisive per essere raccontato nella sua completezza. Tanto commovente al Grande Fratello Vip, quanto sporcato subito dopo dal lancio dell’appuntamento con la prossima intervista sul tema a Verissimo. Lungi dal fare polemiche ipocrite sul presunto cachet ricevuto in cambio (pare 60mila euro, ndr) o sul coming out venduto un tanto al kg, è insomma opportuno tornare al senso di realtà: è lo spettacolo, bellezza.
 
Garko si è ricomprato la sua libertà, intesa come agire secondo la propria coscienza e non in base alle dinamiche imposte dall’alto di un management quanto meno obsoleto. Con altrettanta coscienza, però, non rinuncia alla collusione con le sirene televisive. Il ‘bambino interiore’ che confida di aver ripreso per mano, infatti, è già pronto a calcare un altro studio per confessare finalmente tutta, ma proprio tutta la sua versione dei fatti finora solo furbescamente accennata. Perché è giusto “chiarire tutto in sedi più consone” (per usare le parole di Signorini), ma anche perché fa gioco alla suspense catodica. E non c’è da stupirsi né da indignarsi, ma solo da prenderne atto.

Perché è nell’anima stessa dello spettacolo fare di tutto show: piazzare la notizia giusta al momento giusto sul settimanale giusto, proporsi come concorrente ad un reality già munito di una lista degli ospiti che potrebbero far notizia con una visita in Casa, arrivare ad inventare ad arte amori e rivalità. E’ il prezzo della popolarità, dove vittima e carnefice rischiano di essere molto vicini. “Nelle favole c’è chi le scrive e chi le interpreta e non so chi si diverte di più“, si è domandato Garko al Gf Vip. Ma l’unica risposta certa è che nel finto romanzo di lui ed Adua fa c’era esattamente ciò che il pubblico vuol sentirsi dire: il pubblico vuole la favola. E il pubblico è sovrano

Così Garko e Adua raccontavano la loro storia d’amore ai settimanali

Ed ecco la favola che parte nel 2015 con l’incontro sul set tra il già famoso Gabriel e la debuttante Adua. Fa impressione rileggere oggi certe interviste rilasciate ai tempi dai due, che si dicevano pazzi d’amore, “ma molto riservati”; o riguardarsi le foto rubate (rubate?) dei settimanali che li pizzicavano alle prese con la scelta dell’anello di fidanzamento; o ancora far caso a quei vecchi servizi fotografici così centellinati che in tanti casi lei indossava sempre lo stesso vestito. 

Ecco i cliché srotolati uno dopo l’altro. “E pensare che all’inizio mi era antipatica“, dichiara lui. “E’ davvero un uomo d’altri tempi, la differenza d’età non conta“, fece eco lei. Poi, mese dopo mese, il valzer dei pettegolezzi utili a rintuzzare in continuazione la fiamma del gossip: ad ottobre, i magazine già parlano di di nozze segrete, ma i diretti interessati smentiscono. “Non parliamo di questa cosa… Mi sono abbastanza arrabbiato. È un periodo che i paparazzi mi seguono ovunque“, replica stizzito (!) Gabriel, le cui dichiarazioni sul privato all’epoca si contano sulle dita di una mano: “Dicono che voglio fare il divo, perché non vado alle feste e non mi faccio vedere in giro. In realtà sono semplicemente riservato“. Parole che oggi suonano con un significato nuovo. 

Col passare del tempo, però, il valzer prosegue a passo sempre meno andante. Nel 2016 Garko affianca Carlo Conti alla conduzione del Festival di Sanremo. “E’ stato il momento in cui ho deciso di fare di testa mia“, racconta adesso. Alle spalle 15 anni di collaborazione con la casa di produzione Ares, che lo ha reso vero e proprio amuleto di fiction come ‘Il Bello Delle Donne’ e ‘L’Onore e il Rispetto’. Subito dopo Sanremo, nel 2017, nascono le prime malelingue sulla storia con Adua come “copertura dell’omosessualità”, frettolosamente smentite da uno scatto di coppia immortalato in Irlanda, dove lei studia. Ma pian piano, nell’anno successivo, Garko scopre il fianco al chiacchiericcio: le smentite diventano risposte vaghe e nebulose dichiarazioni su “Il mio cuore occupato e felice“. Sui giornali spunta la tipica, paracula dialettica di ‘amico speciale’ in riferimento al collega Gabriele Rossi, con cui pare abbia tutt’ora una relazione. 

L’altroieri, infine, quel vaffanculo catartico gridato urbi et orbi. E quel “stai tranquilla, ora sei libera” sussurrato ad Adua. Libera dal compromesso d’immagine. Ma la scritta coming soon in sovrimpressione è ancora lì in vista del prossimo capitolo. 

In basso, alcune vecchie foto degli articoli di settimanali dedicati a Gabriel Garko e Adua

nozze segrete adua-2

garko adua in gioielleria-2

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