Vessicchio e la nuvola di ‘fumo’ nel furgone con Le Vibrazioni: “Arrivammo con un enorme sorriso”

Vessicchio e la nuvola di ‘fumo’ nel furgone con Le Vibrazioni: “Arrivammo con un enorme sorriso”

Manca all’Ariston da un paio d’anni, ma Beppe Vessicchio è senza alcun dubbio uno dei personaggi più amati del Festival di Sanremo. Sono tanti i ricordi che legano il direttore d’orchestra alla kermesse e tanti sono anche gli aneddoti divertenti. Uno su tutti? Lo ha raccontato all’Adnkronos, ospite di AdnKronos Live insieme al frontman delle Vibrazioni Francesco Sarcina: “Un aneddoto divertente su Sanremo? Quando mi passano a prendere Le Vibrazioni in hotel per raggiungere l’Ariston. Vidi arrivare un furgone, salii e dentro era pieno di fumo. Ho pensato: sta andando a fuoco? Invece era un altro tipo di ‘fumo’”.

“L’ho inalato passivamente – ha spiegato Vessicchio -. C’è da dire che siamo arrivati in teatro con un enorme sorriso“. Il maestro ha ricordato l’episodio relativo ad una esibizione sanremese della band milanese, diretta dallo stesso Vessicchio, ed ha scherzato: “E’ stato un momento divertentissimo”. “Ma era un aerosol – ha detto di rimando Sarcina- serviva per aprire le vie respiratorie e cantare meglio”. 

I due stanno lavorando al progetto ‘Le Vibrazioni in orchestra di e con Peppe Vessicchio’, un tour (in partenza dall’11 novembre) che unisce il rock della band alla musica classica, con i più grandi successi de Le Vibrazioni riarrangiati in versione classica dallo stesso Vessicchio.

Beppe Vessicchio e Le Vibrazioni in tour

“Le Vibrazioni sono una band che suona senza trucco né inganno e senza artifici, mentre l’orchestra è una potenza armonica, e unire queste due cose può dare un risultato incredibile che stravolge un brano e, a livello energetico, creare una cosa pazzesca”. Così Francesco Sarcina, frontman de Le Vibrazioni, spiega la nascita del progetto, che si intitola ‘Le Vibrazioni in orchestra di e con Peppe Vessicchio’, che partirà l’11 novembre con un tour che toccherà le principali città d’Italia. L’artista milanese ha raccontato come è nata l’idea di unire il rock alla musica classica, in uno spettacolo unico nel suo genere. Una ‘contaminazione’ inedita, anche se il maestro non ama troppo questo termine. “Io direi più ‘comunione’ – scherza – un connubio che funziona perché la musica di questa band sa comunicare in modo molto diretto”.