Festival Studentesco: resoconto delle Classiche, ci vediamo alle Moderne

Festival Studentesco: resoconto delle Classiche, ci vediamo alle Moderne

Corre l’anno 1986. Sono già passati cinque anni da concepimento del riff di tastiera di Joey Tempest, risultato in seguito vincente.

“Alcuni dei ragazzi della band pensavano che il pezzo fosse troppo diverso per una rock band. Ma alla fine ho lottato duramente per fare in modo che lo usassero”. Parliamo ovviamente degli Europe e della loro celebre “The Final Countdown”.

Sulle note di quel capolavoro ci avviciniamo lentamente alla fine della 48esima edizione del Festival Studentesco, che culminerà il 20 e 21 aprile al Palasport. Ma facciamo un passo indietro, prendendo in analisi ciò che è accaduto al Teatro Cristallo di via Dalmazia.

Le aspettative erano alte, visto il sold out da record in circa un’ora e mezza di tutti i biglietti per entrambe le serate. Le premesse anche, visto quanto di buono fatto con i Cortometraggi al Capitol Club e i Contest Artistici di Piazza Walther.

Sulle ali dell’entusiasmo possiamo dire di aver visto grossi passi in avanti nelle categorie di teatro, da parte di tutte le scuole. Sugli scudi “La macchina scaccia malanni”, inedito comico delle agguerrite Walther v.d. Vogelweide che stanno stupendo eccome. Brillante l’interpretazione dei carducciani Sofia Bertoli e Niccolò Dema in “Il fantasma di Elquiàndes”, brano inedito elgente tra la curiosità di fantasmi e lo sciabordio del mare.

Non da meno il drammatico “L’attesa” del Liceo Torricelli e “Frankenstein Junior” dei ragazzi del Rainerum. Ottime infine le migliorie apportate alla categoria Grandi Classici, risultata più che piacevole in tutte le sue varie interpretazioni.

I giovani attori sono stati alternati da altrettanto dotati musicisti e ballerine; “Layla” e “Human”, rispettivamente di Galilei e Torricelli, dominano la Musica Unplugged. Volano sulle ali dell’entusiasmo le danze classiche del Battisti, del Torricelli e del Carducci.

Unico neo delle serate è stata la categoria Improvvisazione, apparsa ripetitiva e forse troppo complessa, specialmente per chi è al primo approccio con questo mondo.
Non resta che contare le ore che restano all’assegnazione della coppa del vincitore. Resterà in via Rovigo? La spunterà il Pascoli? Ci sarà una clamorosa debacle di queste due compagini?

Corre l’anno 2018. Trentadue anni dopo ci dirigiamo verso il Palasport. Non sarà di certo come andare su Venere, ma siamo sicuri che il conto alla rovescia ci mancherà molto.


Foto: Lorenzo Tenti, Lorenzo Polato