Intervista all’esplosiva band degli ANONIMA

Intervista all’esplosiva band degli ANONIMA

Incontriamo gli ANONIMA, gruppo rock bolzanino; amici che condividono la passione per la musica e la voglia di suonare insieme, e questo ha permesso loro di fare progetti e provare a realizzarli: è significato impegno, vedersi puntualmente in saletta almeno due, tre volte la settimana. La determinazione assieme al piacere di lavorare sulla musica e sulle parole li ha caricati di una particolare energia che si esprime nei loro concerti, davanti ai fans che sempre più numerosi li seguono.

Gli Anonima sono in 5: Simone Paonessa è il cantante ed è il più giovane, Bruno Vajente suona la chitarra, Luca Zicca è al basso, Lorenzo Barzon è il maestro di violino mentre Daniel Fiorani martella la sua batteria.

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Come e quando è nata la vostra passione per la musica?

Lo: Molto presto! Già da piccolo sentivo mio padre suonare la chitarra ed ho iniziato proprio a canticchiare le canzoni insieme a lui. Anche mio fratello maggiore si dedicava allo studio del pianoforte, di conseguenza credo sarebbe stato impossibile per me non avvicinarmi all’arte della musica. A 7 anni scelsi il violino, per cui ho subito provato una sorta di rapimento e ho iniziato a studiarlo all’Istituto Musicale e in seguito al Conservatorio…

Lu: ho iniziato per gioco, quando avevo 20 anni degli amici mi hanno chiesto di andare a suonare il basso con loro in saletta, l’ho chiesto in prestito a mio zio e sono andato…e così è nata la mia passione

S: da bambino. Per me la musica è sempre stata un modo per non pensare a difficoltà e problemi…i miei mi sentivano sempre cantare finché a 8 anni non mi hanno iscritto in un coro di voci bianche di canto lirico in latino… all’epoca ancora non c’erano molte scuole di canto.

B: io ho rubato una cassetta a mio cugino a 11 anni in estate…lui me l’aveva fatta ascoltare e io me la sono portata a casa… Quello stesso Natale chiesi in regalo una chitarra!

D: mio papà è cantante e suonava con un batterista di eccezione, Mario Punzi, e io mi sono ispirato a lui…vedendolo mi sono detto “da grande suonerò la batteria”…ho dovuto lottare con mia mamma e con il condominio, però ce l’ho fatta e a 16 anni ho iniziato a frequentare l’Istituto Musicale di Bolzano…poi ho conosciuto Bruno e Luca che cercavano un batterista e abbiamo iniziato a suonare insieme fondando i “Do or Die”…

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Come sono nati gli Anonima?

Lo: tutto è nato in modo così casuale… nel contempo ho sempre la sensazione che sia tutto come predestinato, difficile da spiegare a parole…Ad esempio con Bruno ci eravamo conosciuti già un anno prima di dar vita agli Anonima e neanche sapevamo che entrambi suonavamo uno strumento. Qualche mese dopo Simone, col quale già collaboravo nella cover band “Radio Live”, mi chiese se ero interessato ad un nuovo progetto musicale con dei suoi amici, amici tra i quali c’era Bruno…

Lu: Simone ed io ci siamo conosciuti attraverso un’amica comune, lui suonava già coi Radio Live e io gli ho chiesto “ma come fai a fare sempre cover? Non ti stufi?”…e da lì è partito tutto: ho chiamato Bruno e Daniel, con cui avevo già suonato, e Simone ha contatto Lorenzo. Con Bruno in particolare ci conosciamo e suoniamo da così tanto tempo che a volte quando ci parliamo gli altri non riescono a seguire il discorso!

 

Quali sono i vostri modelli?

S: siamo riusciti ad essere riconoscibili come gruppo, a creare lo stile “Anonima”! Come genere, direi che seguiamo il rock commerciale italiano

Lu: Ognuno di noi ha il proprio bagaglio musicale e i propri gusti…poi è difficile inventarsi qualcosa di nuovo, molto è già stato detto e fatto…

B: abbiamo gusti musicali molto diversi, ma abbiamo una direzione comune più che un modello a cui ispirarci. Anche quando ci confrontiamo con le cover, le trasformiamo…

Lo: Volente o nolente nella musica degli Anonima tende ad uscire la mia indole classica, ma sembra non dispiacere al pubblico. Mi piace unire questi due mondi musicali ed il risultato è stato fin da subito molto interessante…

S: ecco, il violino è una nostra caratteristica principale, che ci distingue…

B: …e che condiziona le nostre scelte, perché ci porta a togliere suoni, dobbiamo lasciare degli “spazi” che saranno riempiti dalle note del violino…

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Qual è stata la svolta?

S: per me la svolta è avvenuta quando ci siamo iscritti al concorso regionale “Stasera mi butto – Loss im gean”, ci ha dato la spinta per impegnarci di più…noi volevamo essere perfetti nell’esibizione, al di là del giudizio della giuria, e questo ci ha dato l’input per fare il salto di qualità!

B: siamo riusciti ad autoprodurci un cd con i soldi guadagnati dai concerti live… lì inizi a crederci…la soddisfazione diventa forza!

Lu: la crescita è stata esponenziale: stiamo insieme da un anno, ma in questo poco tempo siamo riusciti a fare molto e a farci conoscere molto! In un locale ad esempio abbiamo fatto sei date consecutive e le stesse persone sono venute a sentirci sei volte di seguito!

 

Il nome del gruppo come è nato?

S: il nome è nato per una idea grafica di Luca, la enne girata…poi è un nome corto, diretto…

Lu: …e poi si lega bene alla scelta della “divisa”, camicia e cravatta…

B: …individualmente siamo degli anonimi…ma in gruppo siamo GLI Anonima!

 

Dove vi vedete fra 5 anni?

S: anche in un palazzetto…basta che ci siano più di 3000 persone!

Lu: a San Siro! E mica scherzo…

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La prossima tappa del vostro percorso quale sarà invece?

Lu: i prossimi impegni degli ANONIMA sono vari…l’incisione di tre nuovi brani in questi giorni presso la Nologo di Laives, e potrete ascoltarli il 12 Febbraio all’EURAC Cafè a Bolzano alle ore 20.00 per un giovedì grasso molto rock, il 20 Febbraio alla discoteca Lupo Bianco al Passo Abetone in Toscana e l’8 Marzo per la “festa della donna” al Manà club.

 

Secondo voi perché gli Anonima in poco tempo sono riusciti a farsi notare dal pubblico?

Lu: …siamo riusciti a fare più di 30 date in un anno! Credo che abbia a che fare anche con il nostro modo di porci quando siamo sul palco…

S: facciamo divertire il nostro pubblico, lo coinvolgiamo anche nei nostri “errori”, ridendoci sopra e prendendoci in giro…e lo abbiamo fatto anche ai concerti a teatro! Una signora mi ha riconosciuto per strada dopo l’appuntamento alla trattoria di Pineta e mi ha fatto i complimenti perché l’avevamo fatta divertire come non le succedeva da tempo!

Lu: … quando siamo arrivati a suonare in piazza, eravamo un po’ incerti su chi sarebbe venuto a vederci…ma alla fine abbiamo suonato anche la Mazurka o il Ballo del Qua-Qua, prendendoci poco sul serio, per coinvolgere il nostro pubblico… se andassimo al Festival di Sanremo poi dovremmo anche presentarlo! (ride)

B: …e comunque facciamo anche le cover a modo nostro! Questo può piacere o meno, però ci dà carattere!

S: E poi anche i mezzi di comunicazione ufficiali, tv, radio, giornali, ci hanno supportato e hanno creduto in noi e questo vuol dire che vedono qualcosa… Per non parlare dell’impegno che ci mettiamo…Daniel ha comprato la batteria con i soldi di una liquidazione e noi non possiamo fare altro che ringraziarlo…in ginocchio! (ridono)

 

A Bolzano è facile essere un cantante o un musicista? Ci sono possibilità?

Lo: discorso molto complicato e delicato…in Italia non è facile suonare, in generale, non solo a Bolzano. Ci sono molte restrizioni sia per chi suona (anche gratis) che per chi vuol organizzare eventi musicali. A mio avviso troppa burocrazia, permessi e tasse per dei guadagni che generalmente ti fanno andare, quando sei fortunato, a pari con quello che hai investito per la serata, ed è un peccato… in ogni serata che facciamo, nei pub piuttosto che nei teatri, vedo negli occhi delle persone la voglia di ascoltare musica, di uscire di casa e distrarsi dalla “magica” scatola della televisione. In Alto Adige inoltre ci sono parecchie realtà musicali interessanti, quelle che preferisco sono sicuramente legate alla musica emergente, ma spesso hanno purtroppo poco spazio per esibirsi. Speriamo che le cose migliorino negli anni a venire non solo nell’arte della musica ma nell’arte in generale.

 

Ma si dice che a Bolzano non ci siano molti spazi per i gruppi musicali o i cantanti, voi cosa ne pensate?

 

Lu: una volta c’erano più possibilità

B: oggi i pochi locali che fanno suonare chiudono in poco tempo, come il Rock’n’Roll…

S: anche noi abbiamo suonato in pochi posti, sono 6-7 i locali in cui ci siamo esibiti…che poi ci richiamavano e quindi siamo tornati più volte al Manà, al White Cafè, al Lumina…

B: ci sono i musicisti, ma si chiudono nelle salette a suonare…e poi è difficile anche trovare una sala prove a Bolzano! Ad esempio abbiamo dovuto smantellare la nostra sala prove lo stesso giorno in cui dovevamo partire per la semi-finale del Concorso “Tour Music Fest”, e questo dopo aver potuto suonarci una sola volta…ci avevamo lavorato per due settimane, per insonorizzare lo spazio e altri lavori e poi da un giorno all’altro ci siamo ritrovati a dover smontare tutto, traslocare e poi partire per il Concorso!

Lu: e abbiamo pure vinto!

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Conosci altri giovani artisti a livello locale?

B: i gruppi un po’ si dividono tra chi fa musica originale e chi fa cover…i primi si supportano forse di più gli uni con gli altri…a Bolzano ci sono moltissimi bravi musicisti!

Lu: non c’è una collaborazione con altri gruppi, fra musicisti ci si conosce, alcuni li abbiamo conosciuti anche ai concorsi, come gli Skarn ad esempio, però c’è rispetto e stima per chi, come noi, si mette in gioco cercando di creare la propria musica…come i No Man’s Land!

 

Come hai conosciuto bzup?

Lu: tramite Facebook!

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Potete seguire gli ANONIMA sul loro sito web ufficiale: www.anonimaband.it

ma anche su Facebook e Twitter (@OfficialANONIMA) o sul loro canale Youtube (AnonimA band).

E se volete contattarli direttamente questo è l’indirizzo e-mail: anonimabz@gmail

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